12 Febbraio 2025 - 11.18

Bassano – Paziente con rara patologia curato in emodinamica

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L’intervento è stato eseguito da un’équipe guidata dalla dott.ssa Giovanna Erente,
direttore dell’U.O.C. Cardiologia dell’ospedale di Bassano

È stata svolta con successo nei giorni scorsi, all’ospedale San Bassiano, una delicata procedura di Emodinamica su un paziente in condizioni critiche affetto da una rara malformazione cardiaca. Tutto era iniziato come una “semplice” broncopolmonite, ma per il paziente – ex allenatore di tennis e persona con uno stile di vita fino a quel momento molto attivo – il quadro ben presto si complica, con la necessità di un ricovero in Pneumologia.

Ben presto però appare evidente che qualcosa non quadra, perché anche una volta guarito dalla broncopolmonite, grazie alla terapia antibiotica, i livelli di saturazione del sangue non miglioravano, tanto è vero che il paziente continuava a dipendere dalla somministrazione di ossigeno ad alti flussi: «A quel punto abbiamo capito che la causa andava ricercata altrove – spiega la dott.ssa Giovanna Erente, direttore dell’U.O.C. Cardiologia dell’ospedale San Bassiano – e siamo arrivati alla diagnosi si platipnea-ortodeossia una rara sindrome che consiste appunto in una grave riduzione della concentrazione di ossigeno del sangue, come effetto di una cardiopatia congenita consistente nella persistenza di una piccola comunicazione fra due strutture cardiache dette atri, presente fin dalla nascita, ma manifestatasi solo a seguito di un evento clinico acuto».

Di qui la necessità di una delicata procedura di Emodinamica, eseguita da un’équipe guidata dalla dott.ssa Erente: «L’intervento consiste nel posizionamento di un dispositivo all’interno del cuore che chiude il forellino impedendo così il passaggio ematico anomalo. Il tutto esclusivamente attraverso cateteri introdotti dalla vena femorale, senza necessità di anestesia generale, ma solo con una leggera sedazione, Non è la prima volta che si eseguono questo tipo di procedure, ma la prima in questo delicato scenario in cui le condizioni generali del paziente erano critiche a causa dei bassi livelli di ossigeno nel sangue. Il risultato dell’intervento è stato immediato: già all’uscita dalla sala operatoria il paziente non necessitava neppure del minimo supporto di ossigeno e dopo qualche giorno è stato avviato al percorso di recupero presso la Riabilitazione Cardiologica di Asiago».

«Innanzitutto voglio augurare al paziente un pieno e rapido recupero – commenta il Direttore Generale dell’ULSS 7 Pedemontana Carlo Bramezza -. L’esito positivo di un caso clinico così complesso dimostra una volta di più la competenza dei nostri specialisti, che hanno eseguito una procedura resa molto delicata dalle condizioni del paziente. Allo stesso tempo voglio sottolineare anche l’importanza della collaborazione tra reparti diversi, in questo caso la Cardiologia e la Pneumologia, e la garanzia di una adeguata presa in carico anche dopo la fase acuta, attraverso la Riabilitazione Cardiologica di Asiago».

VIACQUA

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